L'erba sintetica per lo sport, al contrario dell'erba decorativa che si sta affacciando adesso nei terrazzi e giardini delle nostre case, è un prodotto molto diffuso e conosciuto.
Innanzi tutto è un prodotto destinato al settore "business", al contrario dell'erba decorativa dove i privati sono la maggioranza, di conseguenza le sue "logiche" di acquisto sono non soltanto dettate da fattori "qualitativo-prestazionali" ma anche e soprattutto da fattori economico-finanziari.

Il primo fattore, legato alla qualità del prodotto, è ancora il "drive" che determina positivamente o negativamente la decisione d'acquisto. Essendo un prodotto "business to business" il "valore" intrinseco della merce acquistata può generare o meno ricadute di successo nell'offerta del servizio. In sostanza l'acquisto di un manto in erba sintetica di media o scadente qualità magari non immediatamente percepibile all'atto dell'installazione, vuoi perché all'inizio esteticamente accattivante si rivela fallimentare quando a distanza di pochi anni emerge in tutta la sua drammaticità. E qui i termini non sono ridondanti. Il rifacimento di un manto che dopo pochi anni di utilizzo è gia esausto si rivela davvero un dramma per un operatore del settore.
Significa molte volte e nel migliore dei casi azzerare l'investimento fatto senza nessun margine o, e qui sono dolori, non recuperarlo affatto e letteralmente buttare i soldi dalla finestra.

Va da se quindi quanta e giusta attenzione viene data nella scelta del manto adatto al nostro impianto: che sia il calcio a cinque, il tennis o una superficie polivalente questa deve soddisfare i nostri clienti, noi del centro sportivo e soprattutto le nostre tasche. L'impegno nostro ma crediamo di tutti nel settore è di realizzare manti che durino sempre di più o perlomeno che nella loro vita utile offrano standard di prestazione sopra la media. Questo si ottiene, nel calcio, utilizzando filati ad alto micronaggio nello spessore e con "shape" poco inclini alla frammentazione.

Ma anche il tennis richiede e pretende pavimentazioni che soddisfino si i giocatori ma soprattutto l'ITF senza il cui parere positivo non si ottiene l'omologazione internazionale. E siccome iniziano a giocarsi i tornei di fascia "A" anche sull'erba sintetica, le qualità del manto tennis ormai sono facilmente individuabili: densità di punti e rimbalzo della pallina perfetto.

I titolari di centri sportivi o di tennis club queste "questioni" iniziano a masticarle e sanno al momento di investire in un tappeto in erba sintetica quali caratteristiche "pesare" prima di optare per un fornitore piuttosto che per un altro.
Bisogna anche sottolineare che il mercato negli ultimi anni ha subito una mutazione genetica sia sul versante calcio che quello tennis, anche se il tennis questa mutazione, l'aveva in modo diverso, già subita. Negli anni di boom del calcetto si è assistito ad una vera e propria corsa alla costruzione di impianti ex novo, fenomeno che nel tennis già era avvenuto negli anni d'oro, '70/'80, di questo sport.

E la trasformazione genetica ha impattato sul tipo di intervento che infatti non è più sul nuovo - un campo di calcio a cinque costruito da zero - ma è prevalentemente di sostituzione e in misura minore di migrazione, dove per migrazione si intende la conversione di una superficie, ad esempio in terra battuta, in erba sintetica.

Come detto, gli ultimi anni hanno fatto assistere allo spostamento sempre più deciso verso la sola sostituzione ovvero il ricambio del vecchio manto esausto in erba sintetica con uno nuovo: assunto valido sia per il tennis che per il calcio a cinque.

Quindi, per ricapitolare, sia il mercato calcio che il mercato tennis, con tempistiche diverse da quelle del calcetto perchè molto precedenti, gli impianti per soddisfare la domanda li hanno ormai realizzati.

Esiste come dicevamo un mercato di sostituzione e in parte un mercato di migrazione per entrambi gli sport.
Questo cosa sta comportando? Innanzi tutto che i clienti di questo settore non sono più dei neofiti. Sono già passati attraverso un acquisto di erba sintetica per i propri impianti quindi sanno di cosa si tratta ma soprattutto devono solo cambiare il materiale, la pavimentazione.
Ed ecco che l'erba sintetica diventa, non dico una "commodity", ma certamente un materiale che si può e si vuole cambiare in efficienza di prezzo e perché no, in totale autonomia.

Da qui nasce l'esigenza più che l'idea di offrire materiale di altissima qualità a professionisti del settore, che conoscono il prodotto, e che devono massimizzare i profitti a fronte di investimenti mirati ed intelligenti.

Il kit sia tennis che calcio libera l'operatore del settore dal confronto filtrato dall'installatore con il produttore dell'erba sintetica. L'eliminazione di questo filtro, che non significa eliminazione della figura dell'installatore, rende più trasparente il processo di acquisto oltre a personalizzarlo secondo le proprie esigenze. È fuor di dubbio che poter rivolgersi alla fonte in fase di acquisto, senza intermediari, fluidifica un mercato che in particolare negli ultimi anni anche grazie, eufemismo, alla crisi ha fatto vedere numeri disastrosi.

La figura dell'installatore rimane invariata nel suo ruolo operativo anzi chi sarà in grado di cogliere questa opportunità vedrà ridurre immensamente i rischi finanziari derivanti dall'accollo non solo delle opere ma dei materiali che nella fattispecie della sostituzione rappresentano il 70/80% del valore dell'intervento.

E dall'altra parte chi acquista sport potrà finalmente confrontarsi con ogni specialista del settore, produttore o installatore, solo ed esclusivamente per le competenze specifiche di ognuno.
Come del resto ormai avviene sempre di più nel "business to business", regola a cui il mercato dell'erba sintetica non si può più sottrarre.

Alla prossima per ulteriori approfondimenti sulla la formula kit.