La definizione di prato perfetto può sembrare un iperbole: non esiste. Invece l'evoluzione tecnologica dell'erba sintetica ha consentito questa iperbole. Del resto Hegel diceva, nella Estetica, che la sublimazione dell'opera d'arte non è nella creazione delle cose di natura ma nelle opere create dall'uomo. Ora senza scomodare siffatti filosofi e pensieri c'è qualcosa di vero se pensiamo ad un prato che nella nostra immaginazione si avvicina a qualcosa di comunque modificato dall'uomo.

Proviamo a pensare, infatti, a quale è il prato naturale perfetto per antonomasia. Il prato all'inglese. Che tutto è tranne che un prato spontaneo. Anzi è un prato dove l'uomo con una serie di procedure più o meno sofisticate è riuscito a modificare la natura fino ad ottenere una distesa di erba tagliata alla stessa altezza, della medesima qualità e senza soluzione di continuità. E questo prato "inglese" è diventato il simbolo del gioco più britannico dl mondo: il golf.

Da qui ad arrivare all'imitazione del prato perfetto il passo è breve. Anzi, si può dire che non solo il prato sintetico che imita il naturale è uguale, possiamo addirittura osare e dire che è più "perfetto".
L'erba sintetica oggi offre una serie di possibilità straordinarie. Sono state raggiunte vette di precisione nei fili di erba senza uguali. Tutti i colori immaginabili, compresi quelli che simulano qualche filo di erba secca e che rendono sempre più verosimili i manti artificiali ai prati erbosi naturali.

È difficile distinguere un manto in erba sintetica da un manto in erba vera proprio perchè tutte le possibili varianti di altezza, spessore dei fili, colori, resilienza, resistenza sono state accuratamente studiate per rifare in tutto e per tutto un prato vero. A questo aggiungete la tecnologia con cui si riesce a dissipare il calore grazie ad alcune tecniche costruttive particolarmente sofisticate ed avanzate.

Se nello sport la determinante del successo dell'erba sintetica è stata solo in parte l'estetica va da se che nell'erba sintetica decorativa l'estetica è stato l'unico fattore critico di successo. Lo sport chiede prestazioni: rimbalzi palla ottimali, assorbimento degli shock, superfici antitrauma, manti non abrasivi. E naturalmente in ultimo e sottolineiamo in ultimo la variante estetica. Perchè provate ad immaginare una superficie in erba sintetica per il calcetto, bellissima, da vedere ma su cui il pallone rotola e rimbalza come su una distesa di sabbia a gobbe.

Ebbene l'estetica è invece stato il vero drive dell'erba sintetica decorativa. L'obbiettivo era il seguente. Immaginate due tipiche case in Inghilterra ognuna con il suo, appunto, "perfetto" prato davanti. L'idea era di superare il vicino di casa realizzando un prato altrettanto perfetto che però ha molti vantaggi in più. Non deve essere concimato, tagliato, innaffiato, seminato, ecc ecc.

Ed ecco che per magia abbiamo il proprietario della casa che aveva il prato un pò meno "perfetto" improvvisamente avere un prato altrettanto "perfetto" se non più "perfetto" su cui è comodamente seduto a godersi un drink mentre il suo vicino sbuffa e fatica per ottenere, si stavolta lui, un prato un pò meno "perfetto".

L'erba sintetica è riuscita ad ottenere tutto questo: estetica impressionante, morbidezza al tatto incredibile, dispersione del calore, calpestio sempre uguale, nessuna manutenzione, drenabilità imbattibile, durata infinita.

Tutte queste caratteristiche hanno decretato un successo al di la di ogni immaginazione. Nelle case degli inglesi, si ripetiamo degli inglesi, gli inventori del prato "perfetto", oggi l'erba sintetica è di casa. Ma il successo è stato capito anche dalle amministrazioni pubbliche. Se vi capita di andare in Costa Azzurra non riuscirete a capire che la maggior parte delle rotonde con al centro un prato in realtà sono in erba sintetica. Adesso che lo sapete quando vi capiterà fateci caso.

Insomma possiamo dire che il risultato finale è avere ottenuto il prato.....inappuntabile.